mercoledì 22 febbraio 2017

Recensione "FUORI TEMPO" di Abysso e Odissea



SINOSSI

Due protagonisti una storia intensa.
Due stili di vita agli antipodi, un'occasione fortuita creata dal destino.
Una storia d'amore, d'amicizia, dove la paura e l'indecisione lasciano spazio ad amore e passione, conducendo Cos, C. e Ramona a ignorare i loro timori ed ad abbracciare il loro futuro.
Tutto questo è "fuori tempo", dove tutto trova un senso al di là del tempo.



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RECENSIONE

Ultimamente ho notato un dettaglio sconvolgente che apre mille riflessioni sul panorama letterario dei self. I libri romance, chiamati MM (termine che detesto perché lo ritengo settario) hanno nel loro interno una delicatezza, una soavità che raramente trovo nelle scene passionali delle autrici. Le scene “Calde” in questo testo abbondano ma, sono descritte con una notevole classe, una gentilezza e specialmente (dio potrei svenire) hanno emozioni. Certo manca il frustino e il gesto così romantico di appendere come una provola stagionata il proprio partner, e questo varrebbe una nota di demerito ai due autori, ma sorvolerò.  ( sono ovviamente ironica e decisa a ogni costo a lanciare strali affilati alle seguaci del uomo del the mr grey)
Ma torniamo al libro. Quella capacità di conciliare il sesso con un sentimento vale per me l’intero libro. Perché raccontare di un amore “Diverso” (diverso ma poi da chi non si è mai capito) è già di per sé un atto molto coraggioso. Diciamocelo. Saremo anche nel 2017 ma a volte l’ottocento vittoriano assume una connotazione più moderna della nostra società. E questo mi sconvolge ogni giorno di più. E invece parlare di amore fregandosene dell’identità di genere, significa avere la schietta sensibilità di chi ama l’amore. È scontato, banale ma è così che si deve guardare a uno dei sentimenti più fondamentali, pietra d’angolo di ogni società che si degni d’esser ritenuta civile: l’amore.
E l’amore tra Constantine e Cecil è davvero commovente. Constantine guarda Cecil dentro, fino in fondo all’anima tanto che il loro rapporto fisico è un fondersi completamente l’uno nell’altro. Meraviglioso e quasi fatto apparire come un miracolo. Ed è davvero un evento che dobbiamo ritenere straordinario quello di riuscire a guardare negli occhi qualcuno fino a comprendere e amare i suoi limiti, i suoi lati meno belli e appassionarsi persino ai muri che ostacolano e spesso creano barriere tra noi e il mondo. Tanto da bagnarli con lacrime invisibili fino a farli cadere, molli come argilla e in grado di essere trasformati in altro. Quei muri costruiti dal dolore di Cecil, divengono genuinamente sproni perché l’altro si avvicini, incantato da cotanta meraviglia. Ed è quello che comunica il testo: l’uomo, essere meraviglioso grazie al sentimento trova davvero sé stesso. Comprende come la carriera non sia tutto, si toglie dalla solitudine considerata rifugio da cui sfuggire ai richiami dell’esistenza. Si sforza di costruire rinunciando a una convinzione di come si è di quale sia la nostra natura, distruggendo frasi come “non sono capace” “non potrei mai” “non è la mia vita” “sono inadatto”. E si va semplicemente a braccia aperta incontro all’altro.

Dono a questo testo delicato, con uno stile scanzonato ma velato di una dolcezza soffusa piene stelle. Amo molto la letteratura considerata alta, quasi con una mania snobbistica di ricercare la bellezza. Ancora una volta il destino mi ha mostrato come essa, ci occhieggi soprattutto dalla semplicità. Bravissimi

5 Stelle


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