giovedì 26 ottobre 2017

RECENSIONE “IL SOGNO DAGLI OCCHI VERDI” di Giulia Paternò


RECENSIONE “IL SOGNO DAGLI OCCHI VERDI” di Giulia Paternò








Sinossi


Belmare: il cuore della povera Beatrice è letteralmente diviso in due. Spesso si chiede se sia possibile amare due persone contemporaneamente. Lei, così diversa da loro, così diversa da tutti. 
L’Autrice, con le sue splendide parole, ci regala pagine d’amore, pagine di una storia divisa tra sogno e realtà. 


Recensione

Il libro di cui vi parlo oggi si intitola “Il sogno dagli occhi verdi” ed è stato scritto da Giulia Paternò.
Beatrice, la protagonista, ragazza fragile e sognatrice, si innamora di due ragazzi contemporaneamente e vivrà momenti difficili, perché non sarà semplice per lei capire quale dei due è l’amore della sua vita.
Ronnie, occhi verdi magnetici e ricci ribelli, è nato dalla penna di Beatrice, frutto della sua fantasia, mentre Alex è reale e bellissimo.
Beatrice deve scegliere tra sogno e realtà, tra il mondo reale che conosce e in cui vive con i suoi genitori, l’amica Emma e Alex, e il mondo fantastico e sconosciuto in cui potrebbe vivere per sempre con Ronnie.
Ronnie è ciò che lei ha creato e che vorrebbe vivere mentre Alex è ciò che è arrivato inaspettato e nonostante le sue resistenze la attira e la coinvolge.
Quale sarà la scelta della piccola Beatrice?

Dal punto di vista contenutistico la trama è interessante e alcune delle idee presenti nel romanzo originali, ma, a mio parere, l’autrice non ha saputo coinvolgere il lettore e farlo diventare protagonista della storia.
La narrazione è frammentaria e annoia in molti punti, tanto da rendere difficile la lettura e non riesce a far nascere la curiosità di scoprire come si evolverà la vicenda.
Non sono entrata in sintonia con Beatrice e non ho provato le emozioni che un romanzo ben scritto di solito suscita in me e che sono, secondo me, fondamentali.
L’autrice non coinvolge, non appassiona, non riesce a rendere la storia accattivante.
Inoltre purtroppo ho incontrato, durante questa lettura, innumerevoli errori grammaticali, di sintassi, di punteggiatura e di forma, su cui non posso assolutamente sorvolare.
A seguire alcuni estratti che mostrano il disastroso uso dei verbi che purtroppo non è tollerabile, a mio avviso.

“La leggenda narrava che se una coppia di innamorati ANDASSE  lì a mezzanotte di una notte
di mezza estate il canto delle sirene li avrebbe legati per sempre, nell’eternità dei tempi ed ecco un’altra cosa stupida a cui credeva la piccola Beatrice.”

“Ma oltre alle sdolcinatezze, ai baci e ai sogni dentro le loro menti c’erano ancora troppe domande. Ma quella che torturava entrambi era solo una in particolare. Si chiedevano entrambi se AVESSERO retto alla pressione di quello strano rapporto.”

“Adesso aveva capito una cosa, che anche se qualcosa SAREBBE andato storto, qualcosa sarebbe stata diversa dai suoi piani ideali, Ronnie sarebbe stato sempre accanto a lei, come lo era stato sempre fin da quando aveva iniziato a scrivere di lui.”

E ancora per quanto riguarda punteggiatura e forma:

“Decise di uscire un po’ in spiaggia, forse la sabbia bianca e calda di Belmare alle undici di sera le
avrebbe schiarito le idee, mentre cercava di uscire corpi intrecciati ad altri e sudati le sbattevano contro di continuo sentendosi per un attimo come una pallina di pinball che gira sbatte.”

Credo, con questi esempi, di essere riuscita  a mostrarvi il  problema principale di questo romanzo.
Mi dispiace molto, ma penso sia evidente che questo libro dovrebbe essere rivisto e riscritto per renderlo accettabile, descrivendo i protagonisti e i loro sentimenti con passione, spiegando meglio alcuni passaggi poco chiari e rendendo la storia più dinamica.
E soprattutto con un buon lavoro di correzione della forma e della grammatica, che sono tanto importanti quanto una trama interessante e dinamica. La presenza dell’una non giustifica l’assenza delle altre e viceversa.

Una stella

Recensione a cura di Sara Pelizzari


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