Tappa Blog Tour di Eleonora Mandese
"Il Destino a portata di App"
Sinossi
Jessica Bonomi è una studentessa fuorisede a Milano, divide un appartamento con la sua bisbetica coinquilina Rebecca e studia Scienze della Comunicazione dove è fuoricorso da circa sei anni.
Ossessionata dallo shopping compulsivo e costantemente alla ricerca di soldi che non ha, studia ogni giorno un metodo nuovo per contrarre debiti e allontanare il più possibile l’idea del futuro.
Ad un passo dalla laurea non supera il suo ultimo esame e, piuttosto che ammettere di essere un fallimento, progetta di architettare una falsa festa di laurea mentre prova a cercare lavoro.
Dopo migliaia di curriculum inviati a vuoto e nessun tipo di riscontro, un uomo con dei buffi mocassini color noce si accorge di lei e le lascia il suo biglietto da visita.
Adriano Quercetti è il fondatore di Foodster, un’applicazione che promette di partire dallo schermo per far ritornare la gente alla vita reale.
Jessica per lui non è soltanto una novità, ma qualcosa di diverso, pronto a scontrarsi con i fantasmi del passato riaccendendo qualcosa che pensava di aver definitivamente perso…
Cosa potrebbe succedere se ambizioni e sentimenti si mescolano, minacciando di cambiare ciò in cui si è sempre creduto?
ESTRATTO 1
Ok,
effettivamente il mio curriculum non è esattamente “promettente”, ma ho voglia
di fare, non è forse questo quello che conta?
Da oggi sarà
tutto diverso.
Prima il mio
unico obiettivo era lavorare per vivere, adesso invece vivrò per lavorare.
Devo
dimostrare alla mia famiglia che non sono più la Jess capace di farsi
licenziare ad ogni impiego con un record diverso, ma una donna forte e matura,
consapevole delle sue capacità e in grado di portare avanti qualsiasi progetto
le venga affidato.
Sono davvero
arrivata a quel momento della vita in cui sono pronta per un “le faremo
sapere”!
Adesso,
pensiamo a come fare per arricchire il curriculum.
Mmm…
Al momento
possiedo:
·
Esperienza in licenziamenti in tronco
·
Master in disastrologia applicata
·
Click
compulsivo sugli e-commerce
·
Svuotare carte pre-pagate in poco più di tre
ore di saldi
Tecnologia?
Mah, il
cellulare lo so usare benissimo… il pacchetto Office un po’ meno.
L’ultima
volta che ho apportato una modifica con Paint mi hanno chiesto quanti anni
avesse mia nipote.
Io non ho una
nipote!
ESTRATTO 2
Stringo la
carta tra le mani e decido che, se devo giocare questa partita da sola, tanto
vale che scelga di giocare alle mie condizioni.
Lascio cadere
i cartoncini sul pavimento e avvicino di più il microfono alle labbra
provocando uno stridio che rimbomba nelle casse.
È come se
qualcuno si fosse appena risvegliato da un sonnellino, parecchi si sistemano
meglio sulla sedia aggiustando il busto contro lo schienale.
«La settimana
passata penso di aver trascorso uno dei giorni più brutti della mia vita»
comincio passeggiando avanti e indietro mentre stringo il microfono tra le
mani. «Ho mentito alla mia famiglia, ho contratto un altro debito con l’amante
del mio ex fidanzato e, per concludere in bellezza, mi sono anche fatta dare
dell’incapace per non aver concretizzato niente in vita mia!»
Una serie di
occhi mi guarda incuriosita, ma cerco di concentrarmi soltanto su quello che
intendo dire. È come se si fossero accesi come fiammelle sul fuoco.
«Come in ogni
pessima giornata della mia vita in cui ho la sensazione di aver toccato il
fondo, ho la capacità di sorprendermi scegliendo di scendere ancora più in
basso, quindi mi rifugio in un bar e chiedo espressamente il drink più forte
del locale» qualche risata riecheggia nella sala e io sollevo lo sguardo
incrociando gli occhi di Adriano, «finché qualcuno non si siede accanto a me e
me lo strappa dalle mani.»
Non posso
fare a meno di sorridere e noto che anche lui non resta impassibile rilassando
le spalle.
«Uno
sconosciuto, qualcuno con cui mai avrei sognato di condividere il tavolo, si è
casualmente seduto di fronte a me e ha trasformato la giornata più brutta della
mia vita in una possibilità» sussurro e abbasso lo sguardo fissandomi per un
attimo la punta dei piedi.
«Sapete, se
non ci fosse stato quello sconosciuto…» mi
fermo un momento enfatizzando l’ultima parola, «… vi dico io come sarebbe
finita. Mi sarei lasciata andare, perché nessuno può salvarci da noi stessi.»
«Vi starete
chiedendo chi fosse quella persona, se alla fine l’abbia conosciuta o meno.
Beh, quello sconosciuto…» rimarco
nuovamente l’ultima parola facendo una pausa «… era Adriano Quercetti,
fondatore di Foodster, una startup nata per evitare che la gente possa sentirsi
sola, come me quella sera. Un’app che dà la possibilità di inserirsi in
tavolate già esistenti o di crearle dal nulla.» Sorrido notando tutti gli occhi
puntati finalmente sulla mia figura. «Potete scegliere quello che volete,
perché a me non interessa affatto ciò che vi passa per la testa! Mi importa che
non proviate quello che ho sentito io, quella sera, in quel locale» concludo
fissando con lo sguardo una persona a caso nella stanza.
ESTRATTO 3
«Jessica, tu…
sei qualcosa di diverso. Questo mi fa paura» ammette distogliendo lo sguardo
dal mio per posarlo sulla mia t-shirt. «Pensi che non avrei voglia di sbatterti
sopra questo divano, strapparti di dosso quella insulsa maglietta e quei jeans
ed entrare dentro di te fino a quando tu non mi imploreresti di uscire?» domanda
avvicinandosi a me con la mascella serrata. «È da quando siamo rimasti soli in
quell’ascensore che ho questa immagine stampata nella testa. Se non ci avessero
tirato fuori, non so se avrei trovato la forza di dire di no.»
Ho le guance
in fiamme e deglutisco nervosamente non sapendo cosa dire.
«Non dobbiamo
per forza iniziare una storia d’amore» azzardo cercando dentro di me il
coraggio di guardarlo negli occhi.
Mi fissa e
passa la lingua tra le labbra inumidendole. Ho la sensazione che stia pensando
a qualcosa e avvicino le mie mani ai suoi jeans lasciando che le dita si
infilino sotto il tessuto sfiorando la stoffa dei boxer.
«Lo faccio
solo se prometti che non ti innamorerai di me» ribatte chiudendo gli occhi, le
braccia di nuovo rigide lungo i fianchi. «Ho ucciso l’ultima persona che mi ha
amato» sussurra, deglutendo nervosamente.
Ha le braccia
talmente tese che riesco a vedere le vene pulsare sotto la pelle.
Voglio con
tutta me stessa qualcuno che mi strappi via i pensieri dalla testa stordendomi al
punto da costringermi a non pensare a niente.
Voglio
dimenticare cosa significhi essere scopata da un uomo che finge di amarti e,
invece, essere scopata da qualcuno che fin dall’inizio si impegna a non volerci
neanche provare.
L’amore non
fa al caso mio.
«Ci sto»
sussurro con un filo di voce.
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