venerdì 4 novembre 2016

Recensione "L'UOMO CHE SCRIVEVA " di Giuseppe Senese (LFA PUBLISHER)




SINOSSI

Daniele Salviati è un ragazzo riservato ed insicuro, che ha accantonato i suoi sogni per "adagiarsi" in un lavoro mediocre ed insoddisfacente, disilluso nei confronti di una monotona esistenza. La sua vita cambierà quando vedrà una ragazza della quale si innamorerà perdutamente. Nonostante la voglia di conoscerla, le sue paure lo freneranno nuovamente e quando lei scomparirà inspiegabilmente, Daniele si metterà sulle sue tracce disposto a tutto pur di ritrovarla. Senza sapere nulla di lei, neanche il suo nome. La sua disperata ricerca lo guiderà verso un incredibile percorso di maturazione, dove troverà un nuovo, tormentato amore e uno "strano" manufatto, che gli darà l'opportunità di salvare la vita al misterioso lupo.




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RECENSIONE


Chi è il lupo in questo caso? Il lupo è la rappresentazione di ogni ostacolo che si frappone tra noi stessi e la vita. Può essere un ossessione, la volontà di rifugiarsi nella fantasia, il torpore che ci accompagna spesso nella nostra quotidianità, quando la nostra volontà creativa si nasconde nell’oblio di abitudini consolidate. Questo e altro lo scopre il protagonista di un libro particolare, che tentenna tra il romanzo di formazione e la narrativa psicologia stile Svevo. E il protagonista è un novello Zeno, impastoiato nelle sua paranoie, bloccato da ostacoli presenti in sé, come la mancanza di coraggio, di attenzione al mondo, affrontata con un costante rifugiarsi nell’immaginario. Ed è quello che lo blocca in limbo eterno. In realtà Daniele non ha nulla che non va, tranne dei percorsi mentali vivaci che però, impiega disastrosamente. Essi non diventano linfa vitale atta a colorare le sue azioni e la sua vita di ogni giorno, ma degli alibi per non vivere. Daniele incontra la donna ideale, ideale nel senso letterario del temine, poiché non si concretizza in un reale incontro, ma diventa fulcro di desideri reconditi, aspettative e una volontà di colorare la sua vita nuovamente di colori sgargianti. Volontà apparente che non si esplica in azioni.
Conoscere la ragazza diventa soltanto:
un mio vezzo personale
un amore quasi ossessivo e fastidioso perché incorporeo, quasi un mezzo per sfuggire alla noia, caratteristica di questi tempi oscuri che stiamo vivendo, cosi poco attivi e cosi tanto immaginari. Come il famoso specchio dei desideri di Harry Potter, questa modalità di interpretare la vita diventa una scappatoia dalla responsabilità di agire, con le conseguenze di delusioni e dolore che ogni azione possiede. In questo senso Daniele è come molti di noi incapace letteralmente di sopportare il peso delle conseguenze di ogni opera, così tanto da bloccare ogni persona in una sorta di mondo parallelo, che sia virtuale o onirico. Quanti di noi non sono in grado di affrontare i costi?
Eppure, paradossalmente quella ricerca di perfezione permette a Daniele di iniziare a guardare la realtà con occhi diversi, di rinascere più deciso. E’ il contatto con la sua illusione che spezza in qualche modo le catene che lo trattenevano dall’essere autenticamente se stesso. Ed ecco che parte la seconda parte del racconto, in cui finalmente Daniele vive. Scuramente si scontra con una serie di eventi dai risvolti a volte comici a volte drammatici eppure stranamente adrenalinici, emozionanti. Se il primo Daniele era piatto, angosciante noioso quasi alienato, il secondo appare irruento, a volte indeciso ma profondamente se stesso, più concreto non una figura vaga che subisce. Anche con la peggior scelta della nostra vita, dalle conseguenze devastanti noi possiamo sperimentare un’emozione e anche quella più negativa ci dà calore, consapevolezza che seppur difficoltoso il viaggio attraverso lì esistenza, vale davvero la pena di compierlo immergendosi, rischiando e perché no pagando anche i costi:
“Volevo vivere emozioni forti, volevo qualcosa da cercare, volevo qualcosa da desiderare Ne sentivo la necessità…eppure lei era come se fosse esistita solo nella mia testa, solo nei miei pensieri, solo nelle mie intenzioni solo nelle mie fantasie”
Ed qua descritto il lato positivo dell’aver qualcosa di ideale ma anche il rischio che, l’ideale diventi ostacolo, più che salvezza. Diventi impedimento più che sprone. Ed è perfettamente descritta con eleganza e profondità quest’ambiguità che riguarda tutti noi, in fondo ognuno ha avuto e ha un desiderio nascosto che riesca a dare colore alla propria vita.
Il libro di Senese è affascinante viaggio attraverso la mente e le sue creazioni, i suoi infiniti universi e le infinite potenzialità. E’ il viaggio di una rinascita ma anche il racconto di un blocco emotivo, è complicato, ricco di spunti di riflessioni, onirico ma al tempo stesso popolare. Perché parla a ognuno di noi di una realtà che spesso non comprendiamo in tutta la sua pienezza, nel suo mistero strabiliante:
“Una storia d’amore dove l’amore non ha trionfato. Ma non c’è da disperarsi. Sapete perché? Perché grazie a questa storia ho imparato che se non vi sentite amati non dovreste essere tristi. Potreste pensare che fuori da un insospettabile parte del vostro mondo c’è qualcuno che pensa intensamente a voi che vi ammira in silenzio…poi vi guardate attorno e vi rendete conto che qualcuno che pensa agli altri siete solo e solo voi. E comunque non dovreste essere tristi. Vuole dire che siete vivi, non solo fisicamente”
Nella storia di Daniele:
“ha trionfato il cambiamento..sono riuscito a mutare gran parte degli aspetti che ritenevo dannosi per la mia esistenza”
 Un meraviglioso inno alla vita in ogni sfumatura che rende la visuale del mondo reale più misteriosa, incantata e affascinante di ogni fantasia. Consigliato con il mio personale, sentito plauso, alla genialità dell’autore.



di Alessandra Micheli

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