giovedì 26 ottobre 2017

Recensione - “Don’t Let Me Go Away” di Ezia JT Lozupone

Recensione - “Don’t Let Me Go Away” di Ezia JT Lozupone




Sinossi

Blair Evans, 26 anni e un passato triste alle spalle. Quando i suoi genitori, un giorno, la cacciano di casa senza un valido motivo, Blair non ha un posto dove andare, fino a che non va in suo aiuto Ashley, sua amica d'infanzia, sorella per scelta, che la accoglie a braccia aperte. Ma a quel punto Blair non si fida più di nessuno, non vuole legami ed è convinta che l'amore esiste solo per gli altri, visto che chi avrebbe dovuto amarla incondizionatamente, le ha voltato le spalle. L'incontro con Josh, un ragazzo con le sue stesse passioni, inizia a far dissipare questa sua sfiducia verso Cupido, ma mai del tutto. Riuscirà a superare i dolori del passato per guardare al futuro? Può l'amore cicatrizzare le ferite del cuore? E Josh è davvero ciò che stava aspettando per amare ancora ed essere amata a sua volta?


Recensione

Il libro di cui vi parlo oggi si intitola Don’t Let Me Go Away di Ezia JT Lozupone. Il libro ha come protagonista Blair una ragazza che lavora in una biblioteca con la sua migliore amica Ashley. Blair vive da sola ormai da alcuni anni perché i genitori le hanno voltato le spalle e l’hanno allontanata da casa. La nostra protagonista si sente profondamente tradita proprio da chi invece doveva proteggerla. Per questo motivo chiude il suo cuore tenendo lontano tutte le altre persone ad eccezione di Ashley. 
Un giorno però mentre è al lavoro si imbatte in Josh che le chiede un libro. Il ragazzo ritorna alcuni giorni dopo chiedendo qualcosa di più: il suo numero di cellulare. È così che inizia una conoscenza e che Blair inizia a sciogliersi.


Stavo parlando con le mie amiche del blog e ho detto loro che con l’età che avanza sto diventando acida, una caratteristica che non mi è mai appartenuta. Non lo so, ma questo tipo di scrittura non mi arriva. 
Questo usare dei periodi brevi, esagerare con i punti, spezzano la fluidità della lettura. È un fermarsi continuo, una lettura a singhiozzo che non mi permette di entrare in empatia con i protagonisti: è come se fossi una lontana osservatrice della scena che si svolge sotto i miei occhi. Non mi trasmette niente, non riesco ad entrare in uno o nell’altro personaggio, non mi arrivano i sentimenti provati, le sensazioni, le emozioni e le sofferenze. Non riesco a calarmi nelle loro vite e a mio parere è totalmente penalizzante. È come leggere una telecronaca di fatti in continuo divenire, invece che un libro, e non è quello che voglio da una trama. Voglio affezionarmi alla protagonista, perché in questo specifico caso, il Pov è il suo. Voglio capire i meccanismi della sue mente, il perché delle sue scelte, aver voglia di prenderla a sberle o di abbracciarla per confortarla. Ho trovato i dialoghi poco maturi; la protagonista incoerente e la trama, così com’è, poco credibile. Una velocità impressionante per come si svolgono gli eventi: le ragioni che hanno indotto i genitori ad allontanare Blair da casa, vengono descritte nel giro di mezza pagina e risolti ancora più velocemente a tarallucci e vino.

“Più che altro sono sconvolta, insomma, non mi aspettavo di rivederla, e non volevo che succedesse. Mi ha fatto del male, e sono quasi certa che me ne farebbe ancora, non ho intenzione di perdonarla.”
“Piccola, ne sei sicura? Di certo ti ha fatto del male, ma ti ha spiegato il perché, lo ha fatto per proteggerti, ci hai pensato?”
“Ho pensato che sono stata cacciata via, senza una casa, un soldo, senza famiglia”
“Pensaci tesoro, lo ha fatto per te, ha preso tuo padre
questa decisione, lei non poteva fare altrimenti, perché
sapeva cosa sarebbe successo se avessero fatto il contrario”

Il libro guadagnerebbe molto anche solo ampliando questo passo della trama con maggiore descrizione del perché sia successo quello che è successo, che è anche originale come motivazione e colpo di scena.
Un’altra cosa che ho trovato poco credibile è la figura di Pamela, l’ex di Josh. Compare nella scena, viene mandata via in malo modo e poi ritorna con un regalo. Che non è tanto questo, perché ci può anche stare…ma anche qui è come viene risolta la faccenda.

“Distrutto?B. Josh è morto dentro da quando lo hai lasciato”
“Che dovrei fare? Buttarmi tutto alle spalle, come se Paméla non fosse mai esistita?”
“Lo vuoi capire o no, che quella stronza ha finto tutto il tempo? Ha solo voluto dimostrare che sarebbe riuscita a portatelo via. E tu lo hai lasciato andare”
“Avevo validi motivi”

A mio avviso, non sono stati studiati e approfonditi determinati passaggi.

3 stelle di incoraggiamento.


Recensione a cura di Alissya Marv









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