Recensione - “Don’t Let Me Go Away” di Ezia JT Lozupone
Sinossi
Blair Evans, 26 anni e un passato triste alle spalle. Quando i suoi genitori, un giorno, la cacciano di casa senza un valido motivo, Blair non ha un posto dove andare, fino a che non va in suo aiuto Ashley, sua amica d'infanzia, sorella per scelta, che la accoglie a braccia aperte. Ma a quel punto Blair non si fida più di nessuno, non vuole legami ed è convinta che l'amore esiste solo per gli altri, visto che chi avrebbe dovuto amarla incondizionatamente, le ha voltato le spalle. L'incontro con Josh, un ragazzo con le sue stesse passioni, inizia a far dissipare questa sua sfiducia verso Cupido, ma mai del tutto. Riuscirà a superare i dolori del passato per guardare al futuro? Può l'amore cicatrizzare le ferite del cuore? E Josh è davvero ciò che stava aspettando per amare ancora ed essere amata a sua volta?
Recensione
Il libro di cui vi parlo oggi
si intitola Don’t Let Me Go Away di Ezia JT Lozupone. Il libro ha come
protagonista Blair una ragazza che lavora in una biblioteca con la sua migliore
amica Ashley. Blair vive da sola ormai da alcuni anni perché i genitori le
hanno voltato le spalle e l’hanno allontanata da casa. La nostra protagonista
si sente profondamente tradita proprio da chi invece doveva proteggerla. Per
questo motivo chiude il suo cuore tenendo lontano tutte le altre persone ad
eccezione di Ashley.
Un giorno però mentre è al lavoro si imbatte in Josh che
le chiede un libro. Il ragazzo ritorna alcuni giorni dopo chiedendo qualcosa di
più: il suo numero di cellulare. È così che inizia una conoscenza e che Blair
inizia a sciogliersi.
Stavo parlando con le mie
amiche del blog e ho detto loro che con l’età che avanza sto diventando acida,
una caratteristica che non mi è mai appartenuta. Non lo so, ma questo tipo di
scrittura non mi arriva.
Questo usare dei periodi brevi, esagerare con i punti,
spezzano la fluidità della lettura. È un fermarsi continuo, una lettura a
singhiozzo che non mi permette di entrare in empatia con i protagonisti: è come
se fossi una lontana osservatrice della scena che si svolge sotto i miei occhi.
Non mi trasmette niente, non riesco ad entrare in uno o nell’altro personaggio,
non mi arrivano i sentimenti provati, le sensazioni, le emozioni e le
sofferenze. Non riesco a calarmi nelle loro vite e a mio parere è totalmente penalizzante.
È come leggere una telecronaca di fatti in continuo divenire, invece che un
libro, e non è quello che voglio da una trama. Voglio affezionarmi alla
protagonista, perché in questo specifico caso, il Pov è il suo. Voglio capire i
meccanismi della sue mente, il perché delle sue scelte, aver voglia di
prenderla a sberle o di abbracciarla per confortarla. Ho trovato i dialoghi
poco maturi; la protagonista incoerente e la trama, così com’è, poco credibile.
Una velocità impressionante per come si svolgono gli eventi: le ragioni che
hanno indotto i genitori ad allontanare Blair da casa, vengono descritte nel
giro di mezza pagina e risolti ancora più velocemente a tarallucci e vino.
“Più che altro sono sconvolta, insomma,
non mi aspettavo di rivederla, e non volevo che succedesse. Mi ha fatto del
male, e sono quasi certa che me ne farebbe ancora, non ho intenzione di
perdonarla.”
“Piccola, ne sei sicura? Di certo ti ha
fatto del male, ma ti ha spiegato il perché, lo ha fatto per proteggerti, ci
hai pensato?”
“Ho pensato che sono stata cacciata via,
senza una casa, un soldo, senza famiglia”
“Pensaci tesoro, lo ha fatto per te, ha
preso tuo padre
questa decisione, lei non poteva fare
altrimenti, perché
sapeva cosa sarebbe successo se avessero
fatto il contrario”
Il libro guadagnerebbe molto
anche solo ampliando questo passo della trama con maggiore descrizione del
perché sia successo quello che è successo, che è anche originale come
motivazione e colpo di scena.
Un’altra cosa che ho trovato
poco credibile è la figura di Pamela, l’ex di Josh. Compare nella scena, viene
mandata via in malo modo e poi ritorna con un regalo. Che non è tanto questo,
perché ci può anche stare…ma anche qui è come viene risolta la faccenda.
“Distrutto?B.
Josh è morto dentro da quando lo hai lasciato”
“Che dovrei
fare? Buttarmi tutto alle spalle, come se Paméla non fosse mai esistita?”
“Lo vuoi
capire o no, che quella stronza ha finto tutto il tempo? Ha solo voluto
dimostrare che sarebbe riuscita a portatelo via. E tu lo hai lasciato andare”
“Avevo validi
motivi”
A mio avviso, non sono stati
studiati e approfonditi determinati passaggi.
3 stelle di incoraggiamento.
Recensione a cura di Alissya Marv

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